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A cura di Chiara Nuzzi
Opening 26.10.2026
29.10.2026
19.12.2026
Da lunedì 26 ottobre a sabato 19 dicembre 2026, Fondazione ICA Milano presenta L’Addio, prima mostra in un’istituzione italiana di Leonardo Devito (Firenze, 1997) a cura di Chiara Nuzzi, allestita nella Project Room della fondazione.
Ideata appositamente per gli spazi dell’istituzione, il progetto riunisce quattro dipinti di grandi dimensioni e due bassorilievi in ceramica di recente produzione. Le sei opere abitano la sala e ne oltrepassano i confini, estendendosi nei corridoi e negli ambienti adiacenti e costruendo una continuità narrativa e spaziale tra immagini, architettura e memoria.
L’Addio racconta un passaggio: il momento in cui si lascia ciò che fino ad allora si è chiamato Casa per prendere le distanze dalle sicurezze emotive e materiali della famiglia e affrontare la libertà e l’incertezza dell’età adulta. Un’esperienza individuale che nel lavoro di Devito supera la dimensione strettamente autobiografica per diventare immagine di una trasformazione condivisa: la separazione, la maturità, la ricerca di sé.
Il titolo della mostra prende spunto da Addio, il brano interpretato da Giuni Russo all’inizio degli anni Ottanta e scritto da Franco Battiato e Ippolita Avalli. Le parole della canzone attraversano liberamente le opere e offrono al progetto una struttura narrativa, accompagnando il passaggio dalla dimensione protetta della casa al momento della separazione.
Racconta Chiara Nuzzi, curatrice dell’esposizione: «La prima volta che ho incontrato un dipinto di Leonardo Devito mi sono sentita improvvisamente squarciata e sospesa: una parte di me riportata all’infanzia [...] l’altra parte abbandonata all’urgenza del presente, a rincorrere e riconoscere sensazioni e stati d’animo».
Attesa, inquietudine, incertezza e mistero, attraversati da una sottile ironia, definiscono l’universo visivo di Devito. Figure umane e animali, interni domestici, architetture e paesaggi sospesi costruiscono immagini nelle quali memoria e presente, esperienza personale e immaginazione continuamente si sovrappongono.
Alla base della pratica dell’artista è proprio l’immagine: può nascere da un’esperienza autobiografica, da un racconto, da un ricordo o da un immaginario preesistente, ma è la pittura a trasformarla, mettendone continuamente in discussione significati e possibilità. I singoli lavori non sono così episodi isolati, ma parti di una narrazione più ampia, nella quale sogni e ricordi costruiscono uno spazio e un tempo comuni.
Come racconta Leonardo Devito: «Non tutto avviene esclusivamente nella mente, quando inizio a dipingere la pittura diventa protagonista. Il colore guida l’immagine mentale, la dilata, la trasforma e la esaurisce, anche fino a ribaltarne completamente il significato. Sicuramente è sempre la pittura in rapporto all’immagine ad avere l’ultima parola, a tirare le fila del discorso».
Il percorso di L’Addio procede per immagini e momenti che compongono una sorta di racconto della separazione. In Casa, le rondini evocate dal brano di Giuni Russo attraversano il cielo dominato dalla presenza di un grande corvo nero, possibile autoritratto dell’artista: una figura ancora legata al calore familiare e, insieme, già desiderosa di spiccare il volo. Fuga mette invece in tensione immobilità e movimento. Una giovane donna siede sul letto con aria mesta, mentre nell’ombra alcune figure surreali, simili a piccoli animali, sembrano agitarsi per sottrarsi alla stasi della scena. Fuori dalla finestra le fiamme introducono un elemento di urgenza e trasformano lo spazio domestico in un luogo ormai prossimo a essere abbandonato.
Nel dipinto L’Addio, il momento della separazione si compie: un giovane si allontana con una sigaretta tra le dita senza voltarsi indietro. Un gesto insieme liberatorio e incerto, nel quale l’abbandono della casa coincide con l’inizio di una nuova condizione.
Le due opere in ceramica, Testa Casa e Dormiglione, riportano invece il racconto alla sua componente più onirica. Nella prima, il sogno-ricordo di una casa contiene al proprio interno una conchiglia, immagine che richiama insieme protezione e abitazione; in Dormiglione, il soggetto è immerso nel sonno, ancora protetto dalle mura domestiche.
Il rapporto tra immagine e narrazione attraversa l’intera ricerca di Devito e trova una delle proprie radici nella sua attenzione per la cultura medievale-cristiana e rinascimentale, e in particolare per una tradizione nella quale le immagini erano chiamate a rendere visibili e condivisibili storie, significati e sistemi moralistici.
L’artista ne recupera il potenziale narrativo e aggregativo, affidando alla pittura la possibilità di costruire nuove forme allegoriche.
Tra i riferimenti pittorici di Devito figurano Mario Sironi, Felice Casorati e Giorgio De Chirico, riconoscibili soprattutto nell’attenzione per gli spazi vuoti, le architetture e le ambientazioni sospese. A questi si affianca la letteratura: le atmosfere kafkiane e gli immaginari di Italo Calvino e Dino Buzzati contribuiscono alla costruzione di un lessico visivo stratificato, abitato da figure umane e animali, interni domestici e paesaggi spesso desolati.
Ne emerge una pittura nella quale il racconto non conduce a una soluzione definitiva, ma mantiene aperta la tensione tra ciò che si lascia e ciò che ancora non si conosce: lo spazio incerto dell’addio.
Fondazione ICA Milano ringrazia Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano.
La mostra Leonardo Devito. L’Addio è realizzata grazie al supporto di Eni in qualità di Main Partner.
Si ringrazia la galleria Ciaccia Levi per il sostegno alla mostra Leonardo Devito. L’Addio.
LEONARDO DEVITO
Leonardo Devito (nato nel 1997 a Firenze) vive e lavora a Torino. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, all’Akademie der Bildenden Künste di Vienna e ha conseguito il Master in Belle Arti presso l’Accademia Albertina di Torino. Tra le sue recenti mostre personali figurano Scary Monsters, Hauder & Wirth, Parigi; Candide (con Domenico Gnoli), Drawing Week Milano, Ciaccia Levi, Milano, 2024; Teatrino, Ciaccia Levi, Parigi, 2024 e una presentazione personale alla LISTE di Basilea con la galleria Ciaccia Levi nel giugno 2025. Tra le mostre collettive: Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques, Londra, 2025 e X Collection 202: Portrait of a Man, X Museum, Pechino, 2024.
Installation View, Leonardo Devito. L’Addio, curated by Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Sebastiano Pellion Di Persano
Installation View, Leonardo Devito. L’Addio, curated by Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Sebastiano Pellion Di Persano
Installation View, Leonardo Devito. L’Addio, curated by Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Sebastiano Pellion Di Persano